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COMUNICATO STAMPA :Solidarietà a Barbara Spinelli

L'associazione Nazionale D.i.Re - Donne in Rete contro la Violenza, esprime solidarietà all’Avvocata Barbara Spinelli, femminista e da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani, espulsa dalla Turchia mentre si stava recando in Ankara per intervenire come relatrice al Convegno internazionale Il sistema giudiziario sotto lo stato d’emergenza in rappresentanza della associazione ELDH (l'ELDH è un' associazione internazionale di avvocati, che persegue la democrazia e il rispetto dei diritti umani).
 
 

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BORSE DI STUDIO DELL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA

Fondazione Roma Sapienza bandisce una borsa di studio per ricerca sulla tematica relativa alla violenza contro le donne e un premio per la migliore tesi sullo stesso argomento.
La borsa di ricerca e il premio sono finanziati dalla famiglia Molfino e sono dedicate alla memoria di Francesca Molfino. 
 
 
Francesca Molfino, psicoanalista freudiana scomparsa nel 2013, è stata co - fondatrice del Centro culturale Virginia Wolf (Università delle donne). Dal 1974 ha fatto parte del movimento femminista e ha lavorato con le donne nei centri anti violenza. Insieme ad altre, nel 2004, ha costituito l'associazione Donne e scienza .E' stata autrice di numerosi saggi sui temi dell'identità femminile e sul rapporto tra psicoanalisi, femminismo e cultura ( trovate qualche suo articolo qui).  
 
 
 
A questo link, trovate il bando per la borsa di studio per ricerca, 
mentre a questo link si trova il bando per il premio per la tesi.

Nel Mirino, Donatella Scardi - Telelibertà Piacenza

Vi proponiamo questa intervista, rilasciata da Donatella Scardi, Presidente di Telefono Rosa Piacenza, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. 
 
 

D.I.RE A BRUXELLES

Il D.I. Re sarà presente il 27 febbraio 2017 al Parlamento europeo a Bruxelles.
 
Nell'ambito della campagna Step Up!Wave e del concorso per giovani registi VIDEIAMO LA VIOLENZA (di cui abbiamo parlato anche qui sul sito), il D.I. RE parteciperà alla cerimonia finale, in cui sarà premiato il video migliore a livello europeo.
 
C'è una finalista del D.I.RE, Luciana Trulio, con il video "PORTAMI VIA". Per avere il massimo punteggio, e avere quindi più chances per la vittoria, è necessario che ottenga il massimo delle visualizzazioni.  Più persone visualizzeranno, più saranno alte le possibilità che D.i.Re, insieme alla regista, possa ottenere un riconoscimento, a livello europeo, del fatto che i giovani italiani si impegnano nella lotta alla violenza di genere.
 
Il termine ultimo per visualizzare il video è il 16 febbraio.
 
Trovate il video a questo link
 
A questo  link, invece, trovate informazioni dettagliate sulla campagna Step Up!

Comunicato stampa DIRE: negati a Catania fondi a favore dei Centri antiviolenza

In una città in cui ragazze e ragazzi di una scuola superiore si impegnano nella lotta alla violenza, sostenendo simbolicamente il Centro Antiviolenza della città con una raccolta fondi di propria iniziativa, il Comune di Catania lancia un segnale di disimpegno e disinteresse rispetto ad una concreta e seria gestione della violenza maschile contro le donne. Apprendiamo dalla stampa, infatti, che, nella seduta Consiliare del 15 dicembre c.a., l’emendamento 226, avente per oggetto lo stanziamento della somma di trentamila euro quale “contributo a sostegno dei centri antiviolenza”, non ha ottenuto parere favorevole, trovando l’astensione di diciannove consiglieri ed un voto contrario. Preme sottolineare che nel Gennaio 2008 si è costituita formalmente la Rete antiviolenza del distretto D16, con la sottoscrizione pubblica, anche da parte del Comune di Catania, di un protocollo d’intesa tra diversi enti pubblici e privati ( tra cui l'Arma dei Carabinieri e diverse ASL e Comuni del territorio), a cui, nel 2014 si sono uniti ulteriori attori (tra questi, la Procura della Repubblica di Catania, e l'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Catania).

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25 NOVEMBRE : LE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZA IN EMILIA ROMAGNA

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne fornendo i dati dei centri relativi al 2015 e 2016 (al 31 ott.)

Le donne, in Italia e nel mondo, continuano a subire violenza. Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. Come celebrare questa ricorrenza?

Anche quest’anno, in tutta Italia si cercherà di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere attraverso dibattiti, conferenze, eventi e con una grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma sabato 26 novembre cui il Coordinamento ha aderito. Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, come ogni anno, celebra il 25 Novembre con una riflessione a partire dai dati di monitoraggio sulla violenza relativi al 2015 e al 2016.

Quante sono le donne che si rivolgono a un centro antiviolenza in Emilia-Romagna?

Le donne accolte dal 1 gennaio al 31/10/2016 sono in totale 2930. Fra di esse le donne che hanno subito violenza sono in totale 2739, il 93,5%.

Qual è la loro provenienza geografica?

Considerando esclusivamente le donne nuove accolte e disaggregando i dati per provenienza, vediamo che le donne straniere, provenienti cioè da altri paesi sono in totale 751, pari al 36,4%, le italiane sono in totale 1305, pari al 63,2%. Dunque le donne straniere continuano a costituire più di un terzo di tutte coloro che chiedono aiuto ai centri antiviolenza della regione (dato in linea con l'anno precedente).

La grande maggioranza delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza della regione per chiedere aiuto subisce violenza da partner o ex partner, nel contesto quindi di una relazione di intimità: si tratta infatti per lo più di donne sposate o conviventi con figli/e. Considerando la presenza di figli/e, le madri sono 1517, pari al 77,4%, le donne accolte con figli/e sono 1814 e rappresentano il 79,1% delle donne nuove accolte che hanno subito violenza. Rispetto al 2015, la percentuale relativa alle donne con figli/e rimane pressoché invariata.

La violenza si estende ai figli e alle figlie delle donne che la subiscono. I minori che subiscono violenza diretta o assistita sono 1440, pari al 55,2% di tutti i figli/e delle donne accolte.

Per quanto riguarda le forme di violenza subite principalmente dalle donne, le più diffuse sono le violenze psicologiche (92,6%), seguite dalle violenze fisiche (65,2%), dalle violenze economiche (43,2) e da quelle sessuali (13,9%).

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NON UNA DI MENO!! - manifestazione a Roma il 26 novembre

non una di menoIl 25 novembre ricorre la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. Si tratta di un'occasione importante di riflessione, ma anche di denuncia. 
 
"Non c’è nessuno stato d’eccezione o di emergenza: il femminicidio è solo l’estrema conseguenza della cultura che lo alimenta e lo giustifica. E’ una fenomenologia strutturale che come tale va affrontata.
La libertà delle donne è sempre più sotto attacco, qualsiasi scelta è continuamente giudicata e ostacolata. All’aumento delle morti non corrisponde una presa di coscienza delle istituzioni e della società che anzi continua a colpevolizzarci.
I media continuano a veicolare un immaginario femminile stereotipato: vittimismo e spettacolo, neanche una narrazione coerente con le vite reali delle donne. La politica ci strumentalizza senza che ci sia una concreta volontà di contrastare il problema: si riduce tutto a dibattiti spettacolari e trovate pubblicitarie. Non c’è nessun piano programmatico adeguato. La formazione nelle scuole e nelle università sulle tematiche di genere è ignorata o fortemente ostacolata, solo qualche brandello accidentale di formazione è previsto per il personale socio-sanitario, le forze dell’ordine e la magistratura. Dai commissariati alle aule dei tribunali subiamo l’umiliazione di essere continuamente messe in discussione e di non essere credute, burocrazia e tempi d’attesa ci fanno pentire di aver denunciato, spesso ci uccidono." 
 
Questo si legge sul sito del DiRe, il sito del coordinamento dei centri antiviolenza. 
 
Per questo, il 26 novembre a Roma ci sarà un corteo contro la violenza maschile sulle donne. Un corteo che veda le donne unite a riaffermare con decisione la nostra volontà di autodeterminazione.
 
Per tutte le informazioni e per aderire : n

TELEFONO ROSA PIACENZA verso il 25 novembre

                                                         ABBIAMO DECISO DI RIMANERE IN SILENZIO

Il 25 Novembre per noi Operatrici del Centro antiviolenza Telefono Rosa Piacenza rappresenta un momento di riflessione sul nostro lavoro quotidiano; rifletteremo sui percorsi delle donne ospiti, dei loro bambini/e e di quelle donne alle quali siamo di "fianco" nel difficile progetto della ricostruzione di sè oltre la violenza subita.

Apprezziamo le varie iniziative sul territorio e siamo orgogliose che la "nostra" società prenda atto di un crimine così diffuso quanto ancora sommerso, ma noi che lavoriamo ogni giorno con le donne che vogliono con tutte loro stesse uscire da una situazione violenta, ne conosciamo le difficoltà economiche e pratiche; conosciamo gli stereotipi che impediscono ad una donna che ha subito violenza di poterlo affermare apertamente, di cercare sostegno, perché, si sà......: "una donna così è una donna fragile, che probabilmente non ha stima di sè e quindi permette tutto questo e rimane!!!!"

Noi sappiamo invece che le donne che conosciamo, abbiamo conosciuto e conosceremo SONO COME NOI! POTREBBERO ESSERE NOI!

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Offese a attiviste arci gay

LE OPERATRICI DEL  CENTRO ANTIVIOLENZA TELEFONO ROSA PIACENZA

SI ASSOCIANO ALLO SDEGNO PER LE OFFESE ALLE ATTIVISTE DI "ARCIGAY" PIACENZA.

RAVVISANDO LA FORTE NECESSITA' DI INTERVENIRE A LIVELLO EDUCATIVO/FORMATIVO 

SUGLI STEREOTIPI E SUI PREGIUDIZI CHE RIMANGONO PURTROPPO COSTANTI E

INVARIATI IN UN'EPOCA CHE SI DICE "MODERNA" MA RIMANE TRISTEMENTE  E

FORTEMENTE  "RETROGRADA.
 
 
 
 
per i dettagli di questo grave episodio, rimandiamo all'articolo riportato da Piacenza 24.

COMUNICATO STAMPA DIRE: FEMICIDIO A RICCIONE

 

La triste lista dei femicidi in Emilia-Romagna continua ad allungarsi. A distanza di meno di un mese dall’ultimo femicidio, ecco un’altra morte causata dalla violenza maschile. Questa volta accade a Riccione, dove Olga Matei è stata uccisa dall’ex compagno Michele Castaldo, che subito dopo ha tentato di togliersi la vita, senza riuscirci. La storia sembra seguire un copione ormai noto: lui viene descritto dalla stampa come “ossessionato dalla paura del tradimento”, lei lo lascia, lui, incapace di accettarlo, la uccide.

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna invita a riflettere su quello che si nasconde dietro il copione della violenza maschile sulle donne. Si contano già 8 femicidi e 4 tentati femicidi in regione dall’inizio dell’anno e in fondo a tutti i casi si legge lo stesso schema. Uomini “ossessionati dalla gelosia”, incapaci di gestire le loro emozioni, che vivono la coppia come una relazione improntata sul sentimento di possessività e non sul rispetto. Uomini che vengono lasciati e non lo accettano, negando alle donne il diritto all’autodeterminazione. Uomini che uccidono le donne, come epilogo di una storia di violenza e sopraffazione. Fino a quando non si capirà che il problema di fondo è il modo sbagliato degli uomini di vivere la propria maschilità e di relazionarsi con l’altra, la violenza maschile sulle donne non si arresterà e il suo tragico copione continuerà a ripetersi e a tradursi in una lunga lista di femicidi.

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