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La Primavera delle Donne - venerdì 20 maggio

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FEMICIDIO a Reggio Emilia

Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna
Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna sul femicidio di Reggio Emilia

SUL FEMICIDIO DI TIZIANA GATTI:
ABBIAMO BISOGNO DI UNA NARRAZIONE RADICALMENTE DIVERSA
 
Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna sul femicidio di Reggio Emilia
La mattina del 21 marzo, a Castelnovo Sotto, si è consumato il femicidio di Tiziana Gatti, 62 anni.
Ad uccidere la donna è stato il compagno della figlia, 36 anni.
Come Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, vogliamo esprimere il nostro dolore e la nostra rabbia di fronte a questa violenza, e la nostra solidarietà e vicinanza alla figlia, al compagno e ai nipoti della vittima.
Apprendiamo dai giornali che il motivo della violenza sembrerebbe essere la conflittualità tra il genero e la suocera,
o il fatto che quest’ultima “avrebbe più volte messo in chiaro la cruda verità sul fatto che il rapporto con la figlia fosse ormai terminato” (La Stampa).
Ma questa narrazione della violenza presenta diverse problematicità.
In primo luogo, il focus posto dai giornali sulla ricerca di un movente e di una causa scatenante impedisce di riconoscere la violenza per quello che è,
ovvero un femicidio.
In mancanza di un riconoscimento esplicito della violenza come sistemica, questo tipo di narrazione corre il rischio di giustificare la violenza, come se fosse accettabile che l’insoddisfazione rispetto al proprio rapporto con un* partner o una lite familiare possano concludersi con un omicidio.
 

AUTODIFESA: la Consapevolezza è DONNA!

autodifesa 2022 

8 MARZO, PAROLE SPECIALI!

Ringraziamo tantissimo l'Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Piacenza  Federica Sgorbati
per il continuo sostegno e le bellissime parole
 
"Radunate le donne, salvate il mondo". C'è anche questa esortazione, nel titolo di uno dei libri del medico, docente e attivista per la pace Jean Shinoda Bolen. Perché le donne, recitano alcuni suoi versi, "nel proprio cuore sanno che ciò che accade ad ogni altra donna, in qualsiasi parte del mondo, potrebbe accadere anche a loro". E questa empatia, questa saggezza interiore, questo istinto materno e di cura che va ben oltre il nucleo della propria famiglia, può essere un potere straordinario a servizio del bene comune.
 
Scrivo queste poche righe mentre anche Piacenza si prepara, come tante altre città in tutta Europa, ad accogliere le persone in fuga da una guerra che, forse per la prima volta dall'orrore dell'ex Jugoslavia, la nostra generazione sente sulla soglia di casa. E so, con assoluta fiducia, che potremo contare su una rete femminile intessuta di forza, sensibilità, generosità e accoglienza. Capace di costruire e dialogare insieme, di donarsi, di ascoltare il dolore degli altri e farsene carico. Di essere esempio, di trascinare e coinvolgere, sospingendo un sistema di aiuti più che mai urgente. Donne che arrivano, donne che aspettano. Le mani tese, le braccia aperte.
 
Vorremmo poterlo declinare in altro modo, questo otto marzo, ma l'emergenza che richiama le nostre coscienze non concede tregua, non permette di distogliere lo sguardo. Certo è l'occasione in cui, come sempre, dire grazie a tutte voi, per l'attenzione e l'impegno, per la professionalità e quella componente umana così importante che arricchisce il vostro lavoro. Ne avete dato prova costante nelle fasi più dure della pandemia, ne siete testimoni oggi mentre tante di voi mi chiedono, semplicemente, "cosa possiamo fare?". Forse non c'è un'unica risposta, ma mai come in questo momento, così come è stato negli ultimi due anni, ciò che conta è quella domanda e la sua capacità di trasmettere coraggio, di scaldare il cuore. 
 
A tutte voi, in questa ricorrenza che non perde il proprio significato, dedico oggi un pensiero di gratitudine e di vicinanza. Per quello che avete fatto sin qui, per quello che potrete e vorrete ancora fare, e per il supporto che non mi avete mai fatto mancare anche nei momenti più difficili di questi ultimi due anni.
 Federica Sgorbati
Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Piacenza

NOI CI SIAMO!

 

Da anni ci battiamo contro la violenza sulle donne; per l'autodeterminazione e la libertà delle donne; contro quel patriarcato che attanaglia con le sue radici la nostra società e si manifesta in ogni ambito agendo con arroganza nelle relazioni, nel lavoro, nella politica.. ..

La guerra è la faccia più spregevole di questo patriarcato; l'espressione più evidente e tragica di uomini arroganti, meschini, violenti, privi di empatia che si nutrono del proprio edonismo e della propria tracotanza calpestando diritti e vite umane; non gliene frega proprio nulla; non si fermano davanti a niente;
il loro verbo è POSSEDERE

quello che voglio me lo/la prendo! Lo/la sottometto! Lo/la violento! Lo/la massacro
e se si ribella e reagisce: lo/la distruggo per sempre!
Dalle "segrete stanze" di un appartamento, al "trono di un impero"non cambia.

Sono passati due anni da quando noi, donne del Centro antiviolenza di Piacenza, abbiamo detto a gran voce

 

NOI CI SIAMO !
nonostante la paura e la sofferenza ; era il Novembre 2020!
Oggi, in un altrettanto momento buio e tragico della nostra storia,
possiamo soltanto di nuovo renderci disponibili per tutte le donne ucraine e non, che la nostra comunità sta accogliendo con generosità.

 

NOI CI SIAMO!
Donne per le donne che mettono a disposizione la propria sede e tempo volontario per ascoltare, condividere, creare alleanza, comprendere i bisogni e provare a recare sostegno.

 

NOI CI SIAMO!
CENTRO ANTIVIOLENZA TELEFONO ROSA PIACENZA
ASS.NE "LA CITTA' DELLE DONNE O.D.V"

0523.334833

Le Operatrici sono presenti dalle 9,30 alle 17,30 ma è sempre attiva la segreteria telefonica alla quale si può lasciare un numero di telefono di riferimento per essere richiamate al più presto e fissare un incontro!!

 

 

 

 

8 MARZO di LOTTA

 
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CONTRO LA GUERRA E IL SESSISMO: UN 8 MARZO DI LOTTA
In occasione dell’8 marzo il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna diffonde i dati sugli accessi ai centri relativi al 2021
Questo otto marzo non abbiamo voglia di festeggiare, la guerra in Ucraina ci addolora.
 
La guerra è un danno per tutti, ma a pagarne il prezzo più alto sono sempre i civili e tra loro, le donne ed i bambini.
Oltre a ciò, la guerra azzera i percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere.
Già nel 2020 Amnesty International segnalava un aumento significativo della violenza sulle donne, nelle zone dell’Ucraina maggiormente colpite dal conflitto con la Russia ed in particolare nei territori di Donetsk e Luhansk.
 
Sul fronte interno, siamo deluse dalle politiche di genere del PNRR.
Non possiamo che condividere le parole di Linda Laura Sabbadini, Direttrice centrale di ISTAT, secondo la quale la parità di genere nel PNRR è un tema “residuale”, che non chiuderà il gap occupazionale e sociale tra uomini e donne, “rischiando così di trasformarsi nell’ennesima occasione persa lungo la strada della parità”.
Con il lavoro, le donne acquistano autonomia e libertà.
 

8 MARZO: A FIANCO DELLE DONNE IN GUERRA!

dire 8marzo
 Insieme, contro la violenza della guerra, sosteniamo la resistenza delle donne ucraine

Le organizzazioni delle donne ucraine stanno chiedendo sostegno.

Dall’inizio della guerra, oltre a continuare a garantire le attività che offrono alle donne,
si sono mobilitate per sostenerle e affiancarle nella loro condizione di sfollate e profughe.

D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza ha scelto di contribuire concretamente alle attività delle tre organizzazioni ucraine socie della rete europea delle organizzazioni antiviolenza WAVE Women Against Violence Europe Network :
la corrispondenza di intenti, approccio e visione, insieme alla garanzia della loro integrità, ci dà la certezza che i fondi saranno utilizzati al meglio.

Attraverso il nostro FONDO SOSTEGNO UCRAINA, chiederemo l’appoggio dei nostri partner e di tutte le persone che vogliono dare un contributo concreto alla resistenza contro l’ennesima guerra voluta da pochi potenti a danno dei popoli.

La campagna sarà accompagnata dagli hashtag: #withukrainianwomen #conledonneucraine

Un otto marzo inaspettato, dunque, che impone riflessioni e pensieri che possano aiutarci a costruire dialogo e pace, a partire dai principi di autodeterminazione, rispetto per la costruzione di nuovi equilibri finanziari ed economici che mettano al bando l’uso delle armi, che non alimentino le industrie belliche, della morte.

Non ci sono diritti per le donne e per nessuno nella violenza, nella brutalità della guerra.

Il nostro otto marzo è dedicato alle popolazioni in guerra: sosteniamo le nostre amiche e compagne delle organizzazioni ucraine appartenenti alla nostra Rete europea WAVE. Stanno continuando ad assicurare il loro sostegno alle donne attraverso ogni azione possibile per garantire loro la sopravvivenza e la costruzione della pace. Siamo al loro fianco e con il supporto di WAVE abbiamo avviato una raccolta fondi e l’offerta piena di disponibilità ad ogni altra utile azione” dichiara la Presidente di D.i.Re Antonella Veltri https://www.direcontrolaviolenza.it/.

Viviamo oggi un tempo di guerra che non ci saremmo mai aspettate di attraversare, colte da un profondo senso di impotenza davanti ai signori della guerra che agiscono il potere della violenza cancellando dialogo, parole, relazioni, seminando morti e distruzione. Siamo anche vicine al movimento femminista russo che sta lottando in queste ore per la libertà di tutte e tutti. Per questo il nostro 8 marzo è dedicato ai popoli in guerra” – conclude Veltri.

“Questi sono tempi difficili e di nuove sfide. Il conflitto Russia-Ucraina aumenterà la probabilità di violenza sulle donne e le ragazze sia nel breve che nel medio termine. Tuttavia, non siamo impotenti. Il nostro network ha una lunga storia di solidarietà e sostegno, e quindi siamo già a fianco dell’impegno ora ancora più forte delle nostre sorelle ucraine che continuano, nonostante tutto, a sostenere le donne e le ragazze in pericolo a causa di questo conflitto” dichiara Marcella Pirrone, Presidente WAVE.

Le donazioni potranno essere erogate tramite bonifico alle coordinate

Intestazione: ASSOCIAZIONE DONNE IN RETE CONTRO LA VIOLENZA
Via della Lungara 19, 00165 Roma - BCC Banca di Credito Cooperativo di Roma
IBAN: IT 65 X 08327 03239 00000000 2299 – CAUSALE: SOSTEGNO UCRAINA
BIC code: ROMAITRRXXX 

O sul sito https://www.direcontrolaviolenza.it/sostienici/

 

COMUNICATO STAMPA: 19 FEBBRAIO - RAVENNA

SABATO 19 FEBBRAIO ORE 10

Il sesso senza consenso è stupro

 Comunicato stampa

 Sabato 19 febbraio 2022 alle ore 10 da piazza del Popolo a Ravenna in corteo fino al Palazzo di Giustizia

manifestiamo la nostra indignazione per l’assoluzione di due uomini, accusati di stupro.

Ancora una volta la giustizia non crede alle donne che denunciano la violenza subita, definendola un fatto che non “costituisce reato”.

Le azioni degli uomini che commettono violenza vengono giustificate per un retaggio patriarcale radicato nella nostra società che responsabilizza le donne per le violenze che hanno subito.

Nessuna attenuante può giustificare rapporti sessuali, in cui le parti non esprimono consapevolmente la propria volontà.

 

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO.

UN IMPEGNO A TUTTO TONDO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

AngelaRomanin
 
ANGELA ROMANIN: A UN ANNO DALLA SUA SCOMPARSA, UN IMPEGNO A TUTTO TONDO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE
La Casa delle donne di Bologna e il Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell'Emilia- Romagna ricordano Angela Romanin
 
È passato un anno dalla scomparsa di Angela Romanin, il 5 febbraio 2021. Come abbiamo fatto durante tutto l'anno trascorso, scegliamo di ricordare Angela attraverso l'eredità che ci ha lasciato.
Un patrimonio di relazioni, esperienza ed impegno nel contrasto alla violenza sulle donne che è tuttora presente nel lavoro quotidiano della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna e nel Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell'Emilia-Romagna.
Ancora una volta, ci stringiamo alla famiglia di Angela, con cui in questi mesi abbiamo costruito tante delle iniziative in sua memoria.
 

Angela Romanin è stata una storica socia e attivista della Casa delle donne, con cui ha lavorato dal 1993.
È stata una delle voci più autorevoli nella lotta e nelle strategie per combattere la violenza contro le donne, attiva in ambito nazionale e internazionale, partecipando – tra le altre cose – al lavoro della rete nazionale D.i.Re Donne in Rete contro la violenza e del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna, di cui era presidente al momento della sua scomparsa.

Un anno fa, come Coordinamento dei Centri Antiviolenza, salutavamo Angela con le parole corali delle tante attiviste ed operatrici che con lei avevano condiviso una parte di questo lungo percorso, in un ricordo che si concludeva con queste parole:

“sulle strade che hanno intrecciato le nostre vite e la nostra sorellanza continueremo a sentirla con noi”.

 

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO.

MA CHE GENERE DI MEDICINA? ...SVOLGIMENTO

 
            018A0070                                                   018A0071
                                                                                                                           018A0054
 
018A0093         
 
 
                       531A5150         531A5213                                                                        
 
        531A5145                               531A5354                                       531A5327
 
       
 
 
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