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In una città in cui ragazze e ragazzi di una scuola superiore si impegnano nella lotta alla violenza, sostenendo simbolicamente il Centro Antiviolenza della città con una raccolta fondi di propria iniziativa, il Comune di Catania lancia un segnale di disimpegno e disinteresse rispetto ad una concreta e seria gestione della violenza maschile contro le donne. Apprendiamo dalla stampa, infatti, che, nella seduta Consiliare del 15 dicembre c.a., l’emendamento 226, avente per oggetto lo stanziamento della somma di trentamila euro quale “contributo a sostegno dei centri antiviolenza”, non ha ottenuto parere favorevole, trovando l’astensione di diciannove consiglieri ed un voto contrario. Preme sottolineare che nel Gennaio 2008 si è costituita formalmente la Rete antiviolenza del distretto D16, con la sottoscrizione pubblica, anche da parte del Comune di Catania, di un protocollo d’intesa tra diversi enti pubblici e privati ( tra cui l'Arma dei Carabinieri e diverse ASL e Comuni del territorio), a cui, nel 2014 si sono uniti ulteriori attori (tra questi, la Procura della Repubblica di Catania, e l'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Catania).
Con tale documento il Comune si impegnava già da allora a collaborare attivamente e fattivamente all’azione di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza maschile contro le donne. Impegno rinnovato in data 23 maggio 2013 quando, l’allora candidato sindaco, in occasione di una visita al Centro Antiviolenza Thamaia, ebbe a dichiarare che, in caso di sua elezione, il Comune di Catania avrebbe fornito pieno supporto alle attività del Centro, anche in virtù di un ulteriore protocollo siglato a livello nazionale tra L’ANCI e DIRE (associazione nazionale centri antiviolenza). L’approvazione dell’emendamento sarebbe stato un importante segnale di concretezza e di rispetto degli impegni assunti non solo con la sottoscrizione dei protocolli citati e l’appartenenza alla rete antiviolenza, ma anche con i proclami delle diverse e varie occasioni pubbliche in cui l’amministrazione si è detta “vicina” alle donne e al lavoro di chi si impegna in loro favore. Infatti, diventano inutili gli spot, le passerelle e le installazioni colorate di rosso, laddove mancano finanziamenti stabili sorretti da una concreta e programmatica azione di supporto ai Centri Antiviolenza che ogni giorno faticano e vengono lasciati soli. Constatiamo con rammarico che, ancora una volta, la violenza maschile contro le donne non costituisce una priorità nell’agenda politica di chi dovrebbe primariamente farsene carico.
 
 
 
L'intero comunicato stampa è disponibile a questo link